IL PROVINO CON CAMERINI
Dopo il fiasco de "La compagnia dei matti" il produttore Pittaluga non mi voleva assolutamente, diceva che non ero adatto al cinema… a quei tempi ero magro, avevo il viso scavato, un nasone che veniva fuori… Allora Camerini prima del provino mi mise della bambagia nelle guance, per rendermi più tondo… e così mentre sussurravo parole d'amore mi uscivano degli strani filamenti di cotone dalla bocca… (Vittorio De Sica Autoritratto
di G. Macchi, Rai 1967)


LO CHEVALIER ITALIANO
Mi si chiama in giro lo Chevalier italiano. Ingiusto battesimo al quale mi ribello per infinite ragioni. Chevalier è un delizioso "chansonnier", un uomo che la natura ha dotato di singolarissime qualità fisiche e intellettuali. Chevalier ha fatto di se stesso un tipo teatrale, adottando, come una maschera, quel cappello di paglia che, ormai, più che un cappello è un tic. Né ambisce a rappresentare altri se non se stesso. Io invece sono un attore drammatico, che per proprio diletto, prima che per l'altrui, canta anche canzoni(…). Altra cosa che mi rattrista è la convinzione di molti che, in me, l'attore di teatro sia una specie di facciata dell'attore di cinema. É invece l'opposto. Io sono sempre stato un attore drammatico che, talvolta, come quasi tutti i fotogenici e i fonogenici del teatro comico, fa anche del cinema. Che poi queste evasioni abbiano un esito insperatamente felice e mi diano notorietà, prestigio e denaro, appassionandomi ad esse ogni giorno di più, non vorrei lamentarmene. Il cinema mi piace sul serio, forse perché mi permette di realizzare quel che è impossibile nel teatro. (Io e il pubblico
di Vittorio De Sica, Il Dramma, 1-12-1936)