Totò terzo uomo. Produzione: Ponti - De Laurentiis, Roma. Regia: Mario Mattòli. Soggetto: M. Pelosi. Sceneggiatura: V. Metz, M. Marchesi. Age-Scarpelli, M. Pelosi. Altri interpreti: Franca Marzi, Eli Parvo, C. Campanini, Aroldo Tieri, Mario Castellani, Bice Va- lori, Guglielmo Inglese, Carlo Romano.

         Dei due fratelli gemelli, Piero è il rigido sindaco del paese e Paolo un libertino. Per la costruzione del nuovo carcere, Piero si rifiuta di pagare a Paolo l'importo del terreno di cui è proprietario. Interviene il terzo gemello, Totò, un vagabondo che, approfittando della situazione, tenta una truffa e, fingendosi Piero, simula di insidiare la moglie di Paolo. Piero e Paolo finiscono in tribunale, ma alla fine si presenta Totò che chiarisce tutto.



Sette ore di guai. Produzione: Golden Film-Humanitas Film, Roma. Regia: V. Metz e M. Marchesi. Soggetto: dalla farsa di Eduardo Scarpetta Na creatura sperduta. Sceneggiatura: Metz, Marchesi, Age, Scarpelli, E. Passarelli, A. Vecchietti. Altri interpreti: Carlo Campanini, Isa Barzizza, Giulietta Masina, Mario Castellani, Bice Valori. Nel giorno dei battesimo, il figlio del sarto Totò viene sottratto alla balia dal marito geloso di questa. Totò, affidato alla ignara moglie un bambino preso in prestito, ricerca suo figlio a Marino, dove crede che lo abbiano portato, per errore, dei vicini di casa. Rapito il vero bambino dei vicini, si salva dal linciaggio e, tornato a Roma, ritrova suo figlio già battezzato.

Guardie e ladri. Produzione: Ponti - De Laurentiis, Golden Film. Regia: Steno e Monicelli: Soggetto: P. Tellini. Sceneggiatura: V. Brancati, A. Fabrizi, E. Flaiano, R. Maccari, Steno, Monicelli. Musica: Alessandro Cicognini. Altri interpreti: Aldo Fabrizi, Pina Piovani, Ave Ninchi, Rossana Podestà, Mario Castellani, Aldo Giuffrè. L'italo americano Locuzzo, mentre presiede ad una distribuzione di pacchi-dono riconosce il ladruncolo Ferdinando che gli ha rifilato da poco una "patacca' e lo fa inseguire dal sergente Bottoni. Ferdinando fugge ed il sergente, per pressioni diplomatiche, riceve l'ultimatum di riprenderlo entro tre mesi, pena la perdita del posto. Il sergente, in borghese, tende la trappola facendo conoscere la propria famiglia a quella di Ferdinando, ma queste entrano in tale intimità che, caduto finalmente nel tranello il ladruncolo in occasione di un pranzo conviviale, Bottoni non se la sente più di arrestarlo. Ma Ferdinando, consapevole di quello che rischia il sergente, si fa condurre per forza in questura.

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