Noi duri. Produzione: CEI-Incom, Roma. Regia: Camillo Mastrocinque. Soggetto: P. Verde, L. Chiosso. Sceneggiatura: D. Verde, O. Biancoli, L. Chiosso. Musica: L. Gori. Altri interpreti: Fred Buscaglione, Scilla Gabel, Paolo Panelli, Bice Valori, Mario Castellani, Luigi Pavese, Elio Pandolfi, Linda Sini. Fattosi assumere come jazzista nel night parigino, covo di una banda di spacciatori di droga che ha ucciso un suo collega, l'agente dell'FBI, Fred, è inviato dal capobanda, 1'<>, a ritirare una partita di "merce" a Casablanca. Al rientro, derubato della droga, Fred, dopo essere stato segregato dall'Algerino che sospetta un tradimento, scopre che, autrice del furto per conto di una banda rivale, è la soubrette del night Josette. Arriva la polizia che arresta i rei.

Signori si nasce. Produzione: D.D.L. - Manenti Film, Roma. Regia: Mario Mattòli. Soggetto: L. Motta e D. Falconi. Sceneggiatura: Castellano e Pipolo, E. Anton. Musica: G. Ferrio. Altri interpreti: Peppino De Filippo, Delia Scala, Riccardo Garrone, Carlo Croccolo, Liana Orfei, Nico Pepe, Angela Luce. La fuga della prima attrice fa fallire la compagnia con i proventi della quale il gaudente Zazà intendeva riscattare una cambiale da lui rilasciata con la firma contraffatta del fratello Pio, sarto ecclesiastico. Accorso, dopo molta diffidenza, ad aiutare il fratello che ha finto propositi suicidi, Pio lo scopre con l'attrice Patrizia mentre progetta il lancio di questa come vedette. Zazà finge che Patrizia sia sua figlia e Pio, commosso, accoglie in casa sua la ragazza e il fratello che spaccia il suo cameriere come fidanzato di Patrizia. Arrivano il vero fidanzato e la moglie del cameriere e Zazà risolve ogni cosa soltanto dopo che, scoperto che Pio ha usato il suo nome per un imbroglio, lo costringe a finanziare lo spettacolo di Patrizia.

Totò, Fabrizi e i giovani d'oggi. Produzione: D.D.L., Roma. Regia Mario Mattòli. Soggetto e sceneggiatura: Castellano e Pipolo. Musica: G. Ferrio. Altri interpreti: Aldo Fabrizi, Christine Kaufmann, Franca Marzi, Rina Morelli, Luigi Pavese, Angela Luce, Carlo Pisacane. Carlo e Gabriella, conosciutisi in piscina, decidono di sposarsi e, nonostante l'incompatibilità tra il padre di lei, pasticciere, e quello di lui, statale, ottengono il consenso: Continuando, però, alimentata da vari motivi, la conflittualità tra i due, i giovani fingono di fuggire e di essere in attesa di un bambino. Si affrettano allora le nozze, ma, nell'imminenza di queste, uno scambio di abiti dal sarto riaccende il contrasto tra i due genitori che, recatisi in chiesa per ritirare il consenso, trovano Carlo e Gabriella già sposati.

Letto a tre piazze. Produzione- Cineriz, Roma. Regia: Steno. Soggetto: B. Baratti, L. Fulci, V. Vighi. Sceneggiatura: Continenza, Steno. Musica: C. Rustichelli. Altri interpreti: Peppino De Filippo, Mario Castellani, Nadia Gray, Aroldo Tieri, Cristina Gajoni, Gabriele Tinti, Angela Luce, Nico Pepe. Dato per disperso in Russia, Antonio riappare a casa della moglie Amalia a turbarne l'anniversario di matrimonio con il nuovo marito, Peppino. Ne insorge un dissidio che si tenta di risolvere, inutilmente, recandosi tutti in montagna. Esasperata dal persistente conflitto fra i due, Amalia, dopo un soggiorno in clinica psichiatrica, fugge in crociera con il suo avvocato. Antonio e Peppino, nel tentativo di raggiungerla, precipitano con l'aereo e vengono dati per morti. Riappaiono, però, in casa di Amalia proprio nel giorno dei quinto anniversario del matrimonio di questa con l'avvocato, dopo aver passato tutto quel tempo su un'isola deserta.

Risate di gioia. Produzione: Titanus, Roma. Regia: Mario Monicelli. Soggetto: dai racconti di A. Moravia Risate di gioia e Ladri in chiesa. Sceneggiatura: S. Cecchi D'Amico, M. Monicelli, Age e Scarpelli. Musica: L. Luttazzi. Altri interpreti: Anna Magnani, Ben Gazzara, Fred Clark, Edy Vessel, Mac Roney, Toni Ucci, Carlo Pisacane. Estromessa da una comitiva che non vuole trascorrere in tredici la fine d'anno, la generica Tortorella si aggrega al vecchio amico Umberto ed al ladro Lello che, approfittando della confusione festiva, si accinge a dei buoni colpi. L'ignara Tortorella ne sventa inconsapevolmente alcuni e viene abbandonata dai due. Ritrovatisi in una casa di nobili stranieri in festa, l'ennesimo tentativo finisce in una figuraccia. All'alba, in una chiesa, Lello tenta l'ultimo colpo con la collana della Madonna. L'inconsapevole Tortorella, trovatane in possesso viene arrestata e quando, mesi dopo, esce di prigione, trova ad attenderla il fedele Umberto.

Chi si ferma perduto. Produzione: Cineproduzioni Emo Bistolfi, Roma. Regia: Sergio Corbucci. Soggetto: M. Guerra, L. Martino. Sceneggiatura: B. Corbucci, G. Grimaldi. Musica: G. Ferrio. Altri interpreti: Peppino De Filippo, Aroldo Tieri, Luigi De Filippo, Alberto Lionello, Luigi Pavese, Mario Castellani, Renzo Palmer, Lia Zoppelli, Alberto Talegalli, Pietro De Vico. Morto il capufficio che non ha mai voluto promuoverli, gli impiegati Antonio e Peppino cercano di guadagnarsi l'amicizia dell'ispettore Rossi venuto da Roma, ma, mentre Peppino adesca il vero ispettore, Antonio corteggia un omonimo ispettore scolastico. Perdipiù, la moglie di Peppino è una vecchia fiamma del vero ispettore. Antonio corre ai ripari corteggiando ed invitando la sorella del direttore generale in una pensione dove, però, trova i due ispettori Rossi, l'uno con la moglie di Peppino e l'altro con sua figlia. Sopraggiunge vendicativo Peppino, e tutto finisce con il trasferimento dei due in Sardegna e con la promozione del loro intrigante collega più giovane.

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