|
Sua eccellenza si fermò a mangiare. Produzione: per D.D.L., Roma. Regia: Mario Mattòli. Soggetto e sceneggiatura: R. Gianviti e V. Metz. Musica: G. Ferrio. Altri interpreti: Ugo Tognazzi, Virna Lisi, Lauretta Masiero, Raimondo Vianello, Mario Silenti, Lia Zoppelli, Vittorio Congia, Francesco Mulè, Pietro De Vico.
Sorpreso dalla moglie al telefono con l'amante Lauretta, Ernesto finge di parlare con il medico di Mussolini, Tanzarella. Il ladro Totò, intercetta la telefonata, si finge Tanzarella, estorce una somma ad Ernesto e, con Lauretta, si reca al pranzo offerto dai suoceri di questo in onore di un ministro. Sparisce un servizio di posate d'oro che, trovato addosso all'incolpevole ministro, mette in imbarazzo sia il commissario indagatore che l'accomodante (ai fini di carriera) Ernesto. Risolve la vicenda Totò che, facendo valere il suo rango di medico del Duce, riceve in dono il servizio.
Totò, Peppino e la dolce vita. Produzione: M.B. Film, Roma. Regia: Sergio Corbucci. Soggetto: L. Fulci. Sceneggiatura: S. Corbucci, G. Grimaldi, M. Guerra. Musica: A. Trovajoli. Altri interpreti: Peppino De Filippo, Gloria Paul, Francesco Mulè, Mario Castellani, Taina Beryll.
Il segretario comunale di un paesino del sud, Peppino, giunge a Roma per ottenere una deviazione dell'autostrada e rintraccia il cugino Antonio che, precedutolo nella missione, si è invece dato alle piacevolezza di Via Veneto. Sedotto anche egli dalla "dolce vita", si dà con il cugino ad ogni tipo di stravaganza festaiola: dai locali notturni dove circola droga, alle orge in castelli aristocratici. Giunge il severo nonnetto ad occuparsi personalmente dell'autostrada, ma, prima di accingersi, decide anche lui di fare una puntata a via Veneto.
Totò truffa 62. Produzione: D.D.L., Roma. Regia: Camillo Mastrocinque. Soggetto e sceneggiatura: Castellano e Pipolo. Musica: G. Ferrio. Altri interpreti: Estella Blain, Nino Taranto, Lia Zoppelli, Ernesto Calindri, Oreste Lionello, Renzo Palmer, Pietro De Vico, Ugo D'Alessio.
I trasformisti Antonio e Felice si danno agli imbrogli e, tra l'altro, lanciano una fantomatica agenzia che promette lavoro. Un amico di Antonio, commissario di polizia, dà loro la caccia sperando di sorprenderli sul fatto. Con questa attività Antonio mantiene agli studi in un collegio l'ignara figlia Diana. Questa incontra, durante una gita, Franco, figlio del commissario e fra i due nasce un amore. Franco, in cerca di lavoro, finisce nell'agenzia di Antonio e Felice e viene raggirato come gli altri. Appena i due compari si accorgono di aver imbrogliato l'innamorato di Diana e figlio del commissario, gli trovano sul serio un lavoro.
Una insperata eredità toglie finalmente i due dai pasticci: fanno pace con il commissario, indennizzano i truffati e si danno ad una nuova vita allegra e spendaccione.
I due marescialli. Produzione: Cineriz, Roma. Regia: Sergio Corbucci. Soggetto: U. Guerra, M. Fondato. Sceneggiatura: S. Continenza, S. Corbucci, G. Grimaldi. Musica: P. Piccioni. Altri interpreti: Vittorio De Sica, Gianni Agus.
In una piccola stazione del Sud, durante l'ultima guerra, un bombardamento aereo interrompe la cattura del ladruncolo Capurro, travestito da sacerdote, da parte del locale maresciallo dei carabinieri, Cotone. I due rimangono tramortiti e Capurro, il primo a riaversi, ne approfitta per abbandonare la tonaca e vestire la divisa del maresciallo, al quale non rimane altro da fare che vestirsi da prete.
Il doppio travestimento risulta particolarmente congeniale alle situazioni createsi nel Paese dopo l'armistizio: il maresciallo vestito da prete può evitare il giuramento di fedeltà alle nuove autorità di occupazione, il ladro vestito da maresciallo accetta, senza troppe preoccupazioni, di collaborare con i tedeschi e diventa comandante della zona. Cotone, il maresciallo travestito da prete, si rifugia nella parrocchia di San Nicola, sospettoso della vera natura dell'ospite, mentre Capurro, nella nuova funzione di comandante, traccheggia fra fascisti e tedeschi, sempre più innervositi dal suo ostruzionismo.
La situazione raggiunge il diapason con l'arrivo di Immacolata, fidanzata di Cotone, che non avendo più sue notizie, viene a cercarlo e lo sorprende travestito da prete.
Alla vigilia dell'arrivo degli alleati Capurro, scoperto dai fascisti ad aiutare i partigiani, viene condannato a morte nonostante gli sforzi di Cotone che cerca di dimostrare che questo è solo un ladro travestito. Evidentemente, la divisa ha avuto su Capurro un effetto benefico ed egli si avvia tranquillo all'esecuzione: questa immagine rimane a lungo nel cuore dei maresciallo, fin quando un furto da lui subito anni dopo in una stazione non gli rivela, per lo stile inconfondibile, che Capurro è ancora ben vivo e operante.
|