Totò Diabolicus. Produzione: Titanus - Buffardi, Roma. Regia: Steno. Soggetto: V. Metz, R. Gianviti. Sceneggiatura: V. Metz, R. Gianviti, M. Fondato, B. Corbucci, G. Grimaldi. Musica: P. Piccioni. Altri interpreti: Raimondo Vianello, Beatrice Altariba, Nadina Sanders, Franco Giacobini, Pietro De Vico, Luigi Pavese, Steno, Mario Castellani. Un ricco nobile viene assassinato e l'assassino lascia sul cadavere la propria firma "Diabolicus". I quattro fratelli, eredi, sono subito sospettati dalla polizia, ma uno di loro, monsignor Antonino, ha un alibi di ferro. Subito dopo gli altri tre fratelli vengono assassinati e il monsignore torna ad essere sospettato ma, alla fine, si scopre che l'assassino è Galeazzo l'assassinato: egli, rovinato dalla vita dissipata, aveva attirato in casa il fratello monsignore, lo aveva ucciso e ne aveva indossato la veste.

Totò contro Maciste. Produzione: Wanguard Film - Liber Film, Roma. Regia: Ferdinando Cerchio. Soggetto: O. Poggi. Sceneggiatura: U. Liberatore, B. Corbucci, G. Grimaldi, G. Da Venezia. Musica: De Masi. Altri interpreti: Nino Taranto, Luigi Pavese, Carlo Taranto, Sanson Burke, Nadine Sanders. Totokamen e Tarantonkam, due poveri attori randagi, vengono assunti in un locale di Tebe. Tarantonkam manager presenta Totokamen come il figlio del dio Ammon, prodigiosamente forte; questi, con abili trucchi, rompe catene e piega sbarre di ferro. Il grande dignitario del faraone, presente allo spettacolo, manda Totokamen a corte per difendere il faraone da Maciste, il gigante innamorato di Nefertiti ma dominato dalla faraona con filtri magici e indotto a marciare contro Tebe alla testa di un esercito assiro per eliminare il faraone e far regnare da sola la faraona. Totokamen assume il comando dell'esercito tebano e si accinge ad affrontare Maciste, allorquando incontra il vecchio Sabachi che gli dimostra di essere suo padre e lo convince definitivamente di non essere affatto il figlio del dio Ammon. Totokamen fugge e si rifugia a Tebe, dove Maciste lo raggiunge e lo impegna in un duello, alla fine vinto da Totokamen con l'astuzia sulla forza bruta di Maciste che, finito l'effetto del filtro, torna fra le braccia di Nefertiti. I colpevoli vengono puniti e Totokamen e il suo manager riprendono la via del deserto.

Totò, Peppino divisi a Berlino. Produzione: Cinex, Roma. Regia: Giorgio Bianchi. Soggetto: Age e Scarpelli, da un'idea di L. Angelo e L. Ferri. Sceneggiatura: S. Continenza, D. De Palma. Musica: A. Trovajoli. Altri interpreti: Peppino De Filippo, Robert Alda, Nadine Sanders, Luigi Pavese, Dante Maggio. Totò e Peppino, presentatisi, assoldati da alcuni nazisti, come l'ammiraglio Canarinis ed un teste a suo carico, di fronte ai giudici americani di Berlino Ovest, non vengono creduti e, rilasciati, finiscono a Berlino Est, dove i russi li prendono davvero per Canarinis ed un suo complice; trovatili in possesso della "Smorfia" del lotto, che essi scambiano per un codice segreto, li costringono a dedurne le coordinate dei voli-spie americani. Non sapendo che altro fare, Totò e Peppino riferiscono i numeri al lotto dettati in sogno dalla zia di Totò. Sulla base di tali dati, i russi abbattono un proprio aereo e, disgustati dai due italiani, li estradano a Berlino Ovest verso un'avventura senza fine.

Lo smemorato di Collegno. Produzione: Euro International Film - Buffardi, Roma. Regia: Sergio Corbucci. Soggetto e sceneggiatura: G. Grimaldi, B. Corbucci. Musica: P. Piccioni. Altri interpreti: Nino Taranto, Erminio Macario, Yvonne Sanson, Aroldo Tieri. Prelevato da un monumento sul quale si era arrampicato per ottenere un riconoscimento di stato civile, uno smemorato è riconosciuto come suo marito dalla moglie dell'industriale Ballarini, disperso in guerra, malgrado l'opposizione dei cognati. Dopo che anche la signora Polacich lo riconosce come il suo fedifrago marito, lo smemorato finisce in tribunale perché additato da un complice come il truffatore Giuseppe. Nel processo, si scopre che la Ballarini aveva finto il riconoscimento per sottrarre ai cognati la loro parte di eredità, e che il vero Giuseppe si trova da tempo già in carcere. Lo smemorato, pertanto, viene affidato alla Polacich, che però, uscendo dal Tribunale, confessa di aver finto il riconoscimento su mandato dei cognati della Ballarini. Deluso, lo smemorato si arrampica di nuovo su un monumento.

Totò di notte n. 1. Produzione: Cinex-lncei Film, Roma. Regia: Mario Amendola. Soggetto: B. Corbucci, G. Grimaldi, da un'idea di Castellano e Pipolo. Sceneggiatura: B. Corbucci, G. Grimaldi. Musica: A. Trovajoli. Altri interpreti: Erminio Macario. Il suonatore ambulante Ninì, scoperto che il socio Mimì ha ricevuto un'eredità dalla nonna, lo convince a godersi insieme il gruzzolo in una pseudoricerca di scritture. Girano così, da gaudenti, mezzo mondo, finché, ritrovatisi senza un soldo a New York, subiscono l'ultima delusione per il decadere di una ormai quasi certa scrittura. Avviliti, decidono di tornare a Roma a piedi, a riprendere il loro tranquillo lavoro di posteggiatori.

I due colonnelli. Produzione: Titanus, Roma. Regia: Steno. Soggetto e sceneggiatura: B. Corbucci, G. Grimaldi. Musica: G. Ferrio. Altri interpreti: Walter Pidgeon, Nino Taranto, Scilla Gabel. Nel 1943, nell'albergo di Iris, in un paese al confine tra Grecia e Albania, si alternano, secondo le vicende della guerra, i quartieri generali dell'inglese colonnello Henderson, e dell'italiano colonnello Di Maggio, fra i quali finisce per stabilirsi una certa solidarietà. Una volta, Di Maggio salva Henderson dalla cattura, poi è l'inglese a far scappare l'italiano, catturato in una offensiva alleata dopo il 25 luglio. Di Maggio, rifiutatosi di radere al suolo il paese come ordinatogli dal nazista maggiore Krúger, viene dai tedeschi portato davanti al plotone d'esecuzione. Henderson con le sue truppe lo salva e, dopo l'8 settembre, i due ufficiali combattono insieme contro il nemico comune.

Il giorno più corto. Produzione: Titanus - Cinecampar, Roma. Regia: Sergio Corbucci. Soggetto: Sandro Continenza. Sceneggiatura: G. Arlorio, B. Corbucci, G. Grimaldi. Musica: P. Piccioni. Altri interpreti: Franco Franchi, Ciccio Ingrassia, Walter Chiari, Luigi Pavese, Ugo Tognazzi, Peppino De Filippo, Nino Taranto, Eduardo De Filippo. Al processo per tradimento a loro carico, due sprovveduti siciliani, catturati dagli austriaci nella Prima guerra mondiale rievocano, fra le altre vicende tragicomiche di cui sono stati vittime, quella in cui, irretiti dalla equivoca soubrette Naja, sono involontariamente riusciti a sabotare un grosso cannone nemico. A dispetto della paradossale arringa dell'avvocato difensore, che ne chiede la condanna, i due vengono assolti dai giudici che ne comprendono il non protagonismo nei fatti da loro subiti.

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