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Il comandante. Produzione: Produzioni Cinematografiche Mediterranee - Incei Film, Roma. Regia: Paolo Heusch. Soggetto e sceneggiatura: R. Sonego. Musica: P. Umiliani. Altri interpreti: Andreina Pagnani, Franco Fabrizi.
Promosso generale all'atto del congedo, il colonnello Cavalli non si adatta alla vita civile e pretende di imporre la sua mentalità militare sia in famiglia che nel condominio. La moglie, ricca antiquaria, per colmare il vuoto esistenziale, lo fa assumere - a sue spese - da un'agenzia immobiliare della quale i due titolari imbroglioni lo fanno presidente quando scoprono la facilità di compiere truffe con la firma di un generale. Sull'orlo della galera, viene di nuovo salvato dalla moglie e, umiliato dall'apprendere di essere stato da lei stipendiato, accetta finalmente di vivere da pensionato fra pensionati.
Totò contro il pirata nero. Produzione: Liber Film, Roma. Regia: Fernando Cerchio. Soggetto e sceneggiatura: N. Stresa, F. Luzi. Musica: C. Rustichelli. Altri interpreti: Mario Petri, Grazia Maria Spina, Aldo Giuffrè, Giacomo Furia.
Inseguito dalle guardie, José finisce sulla nave corsara del pirata nero che, scopertolo, prima lo condanna e poi lo accetta nella ciurma. Il pirata, ingelosito dall'involontario valore dimostrato da José durante un arrembaggio, gli affida la rischiosa missione di partecipare al ballo del governatore per preparare la strada al progettato assalto al tesoro del castello. Scoperto ed imprigionato, José è salvato dalla figlia del governatore, Isabella, che chiede il suo aiuto per evitare di sposare l'odioso Don Carlos destinatole dal genitore. Attaccato il castello, il Pirata Nero si scontra in duello con José, che lo batte. Le sopraggiunte truppe spagnole non debbono fare altro che arrestare i pirati.
Che fine ha fatto Totò Baby? Produzione: Produzioni Cinematografiche Mediterranee, Roma. Regia: Ottavio Alessi. Soggetto e sceneggiatura: B. Corbucci, G. Grimaldi, O. Alessi. Musica: R. Vlad. Altri interpreti: Pietro De Vico, Miscia Auer.
I fratelli Totò e Pietro, rubate due valige si accorgono che in quella di Pietro c'è un cadavere e decidono di sbarazzarsene. Danno un passaggio a due autostoppiste con due valige simili alle loro e, scese le due ragazze, vengono fermati dalla polizia che, perquisendo la valigia loro rimasta, alla ricerca di un carico di marijuana, trovano invece solo indumenti femminili. Per recuperare il loro cadavere, i due fratelli, seguendo le due ragazze, penetrano nella villa del barone Miscia che, finito di piantare i semi di marijuana, si è addormentato sul divano. Presolo per il cadavere, lo gettano nel fiume e Miscia, riavutosi, si impegna a far sparire il vero cadavere e li assume come segretari, purché lo aiutino a sbarazzarsi di sua moglie. Totò mangia la marijuana dell'orto scambiandola per insalata e, impazzito, uccide tutti.
Le belle famiglie. 4° episodio, Amare è un po' morire. Produzione: Crono Film - Archimede Film, Roma - Les Films Number One, Paris. Regia: Ugo Gregoretti. Soggetto: U. Gregoretti e Steno. Musica: A. Trovajoli. Altri interpreti: Sandra Milo, Jean Rochefort, Adolfo Celi.
Frustrata nella sua mania protettiva quando il marito, arteriosclerotico, e l'amante, epilettico, guariscono e non hanno più bisogno delle sue cure, Esmeralda esce di senno. Torna serena solo quando trova a chi prestare il suo soccorso nel medico di famiglia che, respinto più volte in passato perché integro, è uscito menomato da un incidente.
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