Certamente il più conosciuto fra tutti i personaggi di Jacovitti, Cocco Bill nasce nel 1957 per le pagine del supplemento a fumetti del giovedì del quotidiano milanese "Il Giorno". Protagonista di più di una sessantina di storie, appare anche sul "Corrierino dei Piccoli", "Il Giornalino" e "TV Junior".
Cocco Bill è dotato di una mira e di una velocità di tiro fantastiche. Fumatore incallito e gran bevitore di camomilla, tende a credersi invincibile, mentre in realtà non è altro che un incosciente confusionario, coinvolto da par suo in storie complesse e demenziali con personaggi e situazioni del più classico cinema western: soldati sudisti che però si esprimono in puro e stretto dialetto napoletano, saloon ogni tanto chiusi "per imminente sparatoria", simpatici indiani e pistoleri bruttissimi, sporchissimi e cattivissimi.
Alla bisogna, a coprirgli le spalle, c'è sempre il fido cavallo Trottalemme, l'unico animale armato (per la cronaca, di un glorioso Winchester) dell'intera epopea western. D'altronde questo cavallo parlante e un po' filosofo, gran fumatore e coscienza critica del suo padrone, con il quale spesso e volentieri alza la voce per delle litigate omeriche, sottolinea, se ce ne fosse ancora bisogno, il tono paradossale, surreale e disincantato della migliore produzione jacovittiana. Trottalemme, inseparabile compagno di tutte le avventure, prende parte attiva alle vicende e non svolge certo passivamente la parte di animale da cavalcare: di volta in volta assume il ruolo di mamma, angelo custode, amico, guardia del corpo, tutore e consigliere di Cocco Bill, che ricambia più prosasticamente con robuste somministrazioni di avena e, naturalmente, camomilla. Trottalemme accetta e si abbandona al suo nitrito preferito: "hippihaié-hippiahiò".
Come tutti gli eroi del west Cocco Bill ha un'innamorata, dal dolce nome di Osusanna Ailoviù. Tutt'altro che una bellezza da calendario, piuttosto una specie di Olivia, ma bionda slavata e molto più bassa, anzi proprio una bambina con forme tutte da ancora espandere: ma più che un sospetto di pedofilia, il personaggio conferma che il target western di Jacovitti è decisamente quello dei maschi impuberi che non hanno ancora un'idea precisa delle donne, viste più come mocciose piantagrane che come oggetti del desiderio. D'altronde lo stesso Diario Vitt si rivolgeva primariamente all'alunno delle scuole confessionali maschili, ambiente che, come si sa, nutriva pesanti dubbi sulla "angelicità" delle donne, soprattutto se belle.
La saga di Cocco Bill diventerà uno dei capisaldi della pubblicità animata televisiva.