La vita di Benito Jacovitti si confonde tutta con le sue opere, tanto che è difficile trovare elementi di interesse al di fuori di esse. D'altronde Jac è un vero stakanovista del disegno. Munito di un semplice pennino Perlier, una boccetta d'inchiostro nero e un foglio di carta porosa, traccia le sagome, dà i chiaroscuri, impagina e scrive i testi: insomma, da artigiano autodidatta ma completo, esegue da solo l'intero ciclo produttivo.

Così, oltre che a "Il Vittorioso" e al confratello Diario Vitt, che fu un vero e proprio compagno di scuola per i ragazzi degli anni '50 e '60, lavora dal 1957 al 1967 al supplemento ragazzi de "Il Giorno", un inserto gratuito che esce tutti i giovedì allegato al quotidiano voluto dal patron dell'ENI Enrico Mattei. Questo "Il Giorno dei Ragazzi" è sicuramente il più popolare dei supplementi settimanali dei quotidiani mai apparsi in Italia e si colloca tra i migliori giornali a fumetti in assoluto. Mutuato dal settimanale inglese "Eagle", di cui ricalca grafica e parte dei personaggi, l'edizione italiana integra storie d'avventura con altre più decisamente comiche e trova nel nostro Jac l'autore di punta, grazie soprattutto al personaggio di Cocco Bill, che, immancabilmente occupa, come ben si confà a una vedette, la tavola di chiusura di ogni numero.

Quindi, per tutti gli anni settanta e fino al 1982, Jacovitti collabora con il "Corriere dei Ragazzi" e con il "Corriere dei Piccoli". Numerose le opere classiche da lui reinterpretate, tra cui Pinocchio per La Scuola editrice di Brescia, il Kamasultra, dizionario pseudo-erotico con testi di Marcello Marchesi, e un Don Chisciotte ambientato nell'Italia del secondo dopoguerra.

Nel 1973 inizia anche una rapida quanto imprevedibile collaborazione con l'intellettuale e progressista "Linus", per il quale inventa il personaggio di Gionni Peppe, giovane contestatore di ultra sinistra, ma la collaborazione non è priva di contrasti, anche aspri, per cui, dopo qualche mese, il Nostro abbandona l'incarico. Ricorda Jacovitti: "Sfottevo il movimento studentesco: Raglia, raglia giovane itaglia, era una delle battute che fece imbestialire più di un lettore. Mi arrivavano perfino delle telefonate minatorie".
Secondo un'altra interpretazione, Jac fu licenziato da "Linus" perché in una vignetta, al posto della carta igienica, disegnò una copia della rivista che lo aveva appena assunto. E se non si può sputare nel piatto in cui si mangia, figurarsi se...

Continuo è anche il lavoro che svolge nel campo della pubblicità.

Per sapere un po' di più sulla reale personalità di Jac, al di fuori di quello che si può evincere dalla sua opera, non resta che affidarci a una "Scheda personale", compilata da lui medesimo negli anni '70:
  stazza lorda kg. 95
  altezza mt. 1,86
  larghezza in proporzione
  profondità (di pensiero) immensa
  segni particolari: cinefotografia, armi western e batteria jazz
  hobby: Silvye Vartan (e, nei momenti di relax, Brigitte Bardot)
  idee politiche: bastian contrario
  cultura: di tutto un po' (icché è pure un guaio)
  sport praticati: il tiro al cammello (così per modo di dire)

Benito Jacovitti ci ha lasciato il 3 dicembre 1997, a 74 anni, per un'emorragia cerebrale. Poche ore dopo è morta anche la moglie, Floriana Jodice, 72 anni.
Erano sposati da 48 anni.