Scovato per caso da un collaboratore del "Vittorioso" che aveva intuito la presenza di un grande talento di umorista fra le tavole del settimanale satirico fiorentino "Il Brivido", Jacovitti viene invitato dalla direzione di quello che allora era il settimanale cattolico di più larga diffusione presso il pubblico adolescenziale a scrivere una striscia a fumetti.
Nasce così alla fine del 1939 Pippo e gli inglesi, il cui successo è immediato e strepitoso, il che lo costringe a una produzione seriale e intensa con le avventure di Pippo, Pertica e Palla, i favolosi 3P.
Così ricorda lo stesso Jacovitti quel periodo: "Avevo sedici anni e studiavo. Per disegnare le strisce mi alzavo alle quattro del mattino. Nel '43 ho finito l'artistico, e mi sono iscritto ad architettura. Il fascismo era caduto, i tedeschi a noi universitari ci portarono al Nord. Sono stato per oltre un mese in una caserma, indossavamo delle divise tedesche e facevamo lavori di pulizia. Una volta sono caduto da un camion che mi trasportava e mi sono rotto un polso. Un prete, quando ha saputo il mio nome, mi ha aiutato, mi ha dato dei vestiti da civile. Da vicino Udine, dove ero, sono scappato a Firenze dove sono stato nascosto per 4/5 mesi, fino alla Liberazione".
È forse questo il primo esempio di scampato pericolo per "chiara fama", in ogni caso dà la misura del successo straordinario raggiunto dal Nostro, allora appena ventenne.