Dalla morte del grande comico, avvenuta il 15 aprile del 1967, sono usciti una ventina di libri su Totò, per non contare le videocassette che sono state pubbli-cate e che abbracciano due terzi dell'ampia filmografia che si compone, di ben 96 titoli, e i tre cofanetti disco-libro
di Vincenzo Mollica.

         Il primo libro su Totò lo scrisse Totò stesso, anche se lo firmarono Ferraù e Passarelli. Si chiamava Siamo uomini o caporali? e il titolo riprendeva una sua celebre battuta che qualche anno dopo diventerà anche un celebre film. Uscì nel 1952, quando Totò aveva definitivamente abbandonato il palcoscenico della rivista dove era il re incontrastato, per dedicarsi esclusivamente al cinema dove i suoi film, sfornati al ritmo di sette od otto all'anno, sbancavano i botteghini.
Dovranno passare venti anni prima di vedere il secondo libro su Totò. Nel 1972, infatti, cinque anni dopo la morte, esce Il principe del sorriso di Vittorio Paliotti che ebbe anche il merito di ricostruire l'elenco completo di tutti i suoi film. E, contemporaneamente, il Totò di Goffredo Fofi, ripubblicato cinque anni dopo, con l'aggiunta di un bellissimo "ricordo" di Franca Faldini, l'ultima compagna di Antonio de Curtis.

         Ecco, Goffredo Fofi è indubbiamente il personaggio chiave della "totòlogia" (divenuta oramai una vera e propria disciplina). A lui si deve, se non l'inizio del revival - che nacque quasi per caso, dalla proiezione di Totò a colori a Milano e dal cinema Mignon di Roma che, all'inizio degli anni Settanta, e per quasi un decennio, prese a programmare soltanto film di Totò -, certa-mente il primo tentativo serio e rispettoso di "capire" il fenomeno Totò e di inquadrarlo storicamente e criticamente nella nostra cultura. Mentre Paliotti si dilunga sull'aneddotica (il suo libro può essere considerato, in un senso, la continuazione di Siamo uomini o caporali?), Fofi scava nelle tecniche di recitazione, ne ricerca le radici, in Pulcinella e nel teatro di Eduardo Scarpetta e di Raffaele Viviani, fino ad analizzare l'influenza che ebbero su di lui Ettore Petrolini, Eduardo De Filippo, lo stesso Pirandello e scrittori contemporanei come Cesare Zavattini e Achille Campanile, i soli che si siano accorti di Totò in tempo, per finire con Pier Paolo Pasolini, con il quale, alla fine della vita, ebbe un incontro "proficuo, intelligente, da entrambe le parti partecipato e sereno" ma da cui a "guadagnare è stato molto più Pasolini che non Totò". Perché "il meraviglioso Jago di Che cosa sono le nuvole, marionetta che si incanta alla vita quando la perde, dopo una azione obbligata di malvagio; il marito e padre di borgata di La Terra vista dalla Luna 'dove, per i poveri, essere morti o essere vivi è la stessa cosa', ma dove la donna-angelo può resuscitare a consolazione di un'umanità dolorosa e allegra insieme; il sottoproletario itinerante perseguitato dall'odiato (forse soprattutto da Pasolini) corvo della coscienza storica e politica, o il fraticello francescano di Uccellacci e uccellini non potevano esistere che con e per Totò (e per Ninetto Davoli, ma Ninetto era sostituibile, i Ninetti sono legioni)".

         Il libro di Fofi - il quale alcuni anni dopo pubblicherà anche una raccolta di testi teatrali di Totò, molti dei quali ritrovati negli archivi della SIAE o addirittura negli scantinati del Ministero dello Spettacolo, dove furono depositati dopo essere stati sottoposti a censura - raccoglie, oltre a una vera filmografia (mentre quella di Paliotti è soltanto un elenco di titoli) prima di una serie su cui troneggia quella di Orio Caldiron a cui tutti ormai fanno riferimento, anche una ricca antologia di scritti su Totò e di interviste in cui lo stesso Totò parla in prima persona e racconta se stesso, le sue aspirazioni, i suoi gusti, i suoi crucci, le sue debolezze. La versione di cinque anni dopo (Totò, l'uomo e la maschera pubblicata da Feltrinelli, prima, da Pironti dopo) comprende, come abbiamo detto, anche un ricchissimo ricordo di Franca Faldini, un primo tentativo, pienamente riuscito, di formulare una vera e propria biografia di Antonio de Curtis-Totò.

         Franca Faldini racconta soprattutto gli ultimi quindici anni della vita di Totò, gli anni in cui gli fu compagna di vita, ma, ricorrendo ai ricordi che lo stesso Totò le aveva affidato, parla anche degli anni precedenti, della sua origine plebea, di come divenne nobile, come si affacciò al teatro, della tragedia di Liliana Castagnola, fino ai trionfi teatrali e quelli cinematografici. Dei meriti del libro di Orio Caldiron (Totò, Gremese Editore, 1979) abbiamo già detto. Possiamo soltanto aggiungere che, con questo libro, Totò diviene materia di studio, soprattutto i suoi film che vengono documentati, anche fotograficamente, raccontati, analizzati. Poco dopo il libro di Caldiron, esce da Rusconi Vita di Totò, principe napoletano e grande attore di Giancarlo Governi, che può, a ragione, essere considerato la prima, e per ora unica, biografia storico-critica di Antonio de Curtis-Totò.

         In questo libro, Governi va alle fonti ma si basa anche sui documenti, che talvolta smentiscono le fonti orali che, molto spesso, tramandano e perpetuano una mezza verità, o una verità distorta. Vincenzo Mollica ha avuto il merito di esplorare l'altra faccia del "pianeta Totò", quello poesia e della canzone. Si deve a lui se le nostre conoscenze in questo campo non si sono fermate a Malafemmena e alla Livella. Mollica, con molta pazienza e con molto amore, che hanno fruttato due libri e tre cofanetti discografici, ha ricostruito tutta la produzione a torto considerata minore di Antonio de Curtis, mettendone in luce il valore che era stato messo in ombra dalla grande personalità dell'attore Totò.

         Infine, sono arrivati recentemente i due libri della figlia Liliana (Totò, mio padre e A prescinde-re, editi da Mondadori e scritti in collaborazione con Matilde Amorosi), ai quali sono affidati i ricordi di una vita. Ma la bibliografia è molto più lunga (anche un grande attore come Dario Fo ha dedicato un libro a Totò: Totò - Manuale dell'attor comico, Aleph 1991) e divenne ancora più lunga in occasione del Centenario della nascita, celebrato nel 1998. Fra tutti i libri usciti in quella occasione, il più importante è certamente I film di Totò, due ponderosi volumi in cui Alberto Anile (Edizione Le Mani) analizza i 97 film di Totò e ne ricostruisce la genesi.
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