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1906
Sempre da Petrolini e Ines Colapietro, nasce il secondo figlio: Renato.
1907
L'anno del grande salto: Petrolini è scritturato da un impresario americano, Carlo Seguin, per una tournée nell'America del Sud: Argentina, Uruguay, Brasile. S'imbarca il 15 maggio e ai primi di giugno debutta come "numero di centro" al Casino di Buenos Aires. Le caricature stilizzate, i doppi sensi e l'eleganza del frac erano decisamente fuori luogo e Petrolini dovette trasformare il repertorio e il modo di porgerlo in qualcosa di più grossolano e colorito per palati meno fini di quelli che aveva immaginato. Il successo fu enorme. Da Buenos Aires passò a Montevideo, a Rio de Janeiro, a San Paolo… sempre acclamato dal pubblico e dai giornali. E sempre più pagato! Tanto da tornare in Italia con un brillante da milionario al dito.
1908
Finalmente arriva l'ora dei varietà più importanti, come il Morisetti di Milano, dove nasce uno dei capolavori petroliniani: i famosi Salamini.
1910
Viene scritturato all'Olimpia di Roma, va all'Eden di Napoli; compie un lungo giro per le città dell'Italia meridionale e della Sicilia. Viene scritturato, per 50 franchi al giorno, all'Etoile di Parigi. L'Etoile era allora una vetrina dove tutti gli artisti di fama internazionale volevano esibirsi, poiché gli agenti dei principali teatri mondiali vi attingevano normalmente. E Petrolini viene notato dall'impresario spagnolo Gaspar De Alba, che lo scrittura per il teatro Accademia di Città del Messico, dove il comico debutta con un repertorio in lingua castigliana, cosa che gli valse altre scritture: prima per Vera Cruz, poi per l'Avana e per le Antille. Nascono memorabili parodie come: Cyrano, Maria Stuarda e Paggio Fernando.
1911
Petrolini torna dalle Antille nell'America Centrale e poi a New York, dove viene scritturato all'Ippodrome, il maggior teatro di varietà della capitale statunitense. Ma non è un'esperienza felice, poiché il suo numero viene limitato ad una sola canzone, Canzone guappa, cantata in contemporanea ad un numero da giocolieri e ad un altro di acrobati. Disgustato, Petrolini se ne va alla chetichella e torna in Italia.
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