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1912
Di nuovo all'Olimpia di Roma, Petrolini ha la grande soddisfazione di essere scritturato da Don Peppe Jovinelli con un vantaggioso contratto di esclusiva per tre anni: ne ha fatta di strada lo "scupillo"! E del resto anche la piazza Guglielmo Pepe è ormai cambiata, così come il teatro di Don Peppe: meno baracche e meno marmaglia, ma sempre repertorio popolare per un pubblico vitale e spiritoso. Petrolini, che professionalmente pensa sempre a migliorare, aspira tuttavia ad un teatro primario. Si accorda perciò con l'impresario Cavaniglia perché - dietro pagamento di una penale allo Jovinelli - possa recitare al Sala Umberto. Il successo è enorme, sia con il repertorio di sempre (da Giggi er bullo ai Salamini) che con le novità per palati più sottili (come la parodia del pallido prence Amleto o le Strofette maltusiane). Ormai inarrestabile, Petrolini viene acclamato all'Alhambra di Firenze, l'Eden di Bologna, il Politeama di Livorno, l'Alcazar di Genova, il Salone Margherita di Roma. E si trova accanto interpreti famose come Olimpia d'Avigny, la Fougez, Maria Campi, Anita Di Landa…
1913
E' l'anno di una delle parodie petroliniane più riuscite: Ma l'amor mio non muore, in cui prende in giro Lyda Borelli nell'omonimo film. E anche quello del debutto nel cinema con la comica Petrolini disperato per eccesso di buonumore.
1915
Allo scoppio della guerra, Petrolini sente di essere maturo per uno spettacolo più organizzato, sulla base di un regolare copione. Così mette in piedi una compagnia che debutta al teatro Cines (ora Eliseo) di Roma con la rivista Venite a sentire, cui seguirono diverse altre: Zero meno zero, Contropelo, ecc. tutte applauditissime. Il segno del suo successo è la pubblicazione di una raccolta di storielle, canzoni, facezie, parodie; in una parola del suo repertorio, nel volume "Ti à piaciato?", venduto in migliaia di copie.
1915-'20
Anni di altri capolavori, come Nerone o Romani de Roma. Anni di influenze futuriste: è del '13 il Manifesto del teatro di varietà di Marinetti e del '15 il Manifesto del teatro futurista, scritto da Marinetti con Corra e Settimelli, dove si predica un teatro sintetico, dinamico, irreale. Le cosiddette "sintesi futuriste" vengono presentate da diverse compagnie e, naturalmente, da Petrolini, per il quale sembrano scritte. Sono anche gli anni di riviste e farse musicali, come Radioscopia, E' arrivato l'accordatore ed altre, che la compagnia di Petrolini - più di quaranta persone - porta in giro per l'America del Sud, alla fine del conflitto mondiale. Per ben otto mesi si susseguono le rappresentazioni, da Buenos Aires a Montevideo, a Rio, a San Paolo. Sono i principali teatri ed è sempre un successo enorme.
1920
Interpreta il lungometraggio: Mentre il pubblico ride, per la regia di Mario Bonnard.
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