Neanche il capolavoro di Shakespeare si salva dalle grinfie di Petrolini, che però trova proprio nella forza del personaggio di Amleto (1912) il pane giusto per i suoi denti. Più è grande il personaggio da parodiare, meglio riesce la parodia, che non è semplice presa in giro, ma creazione di un altro personaggio autonomo - si direbbe il "doppio" dell'originale, in versione opposta rispetto alla paludata tradizione interpretativa - altrettanto indimenticabile. Così sarà anche con il Faust, ad esempio, o con Maria Stuarda, nei neri veli della quale Petrolini declamava:" Vengo da l'ombra funesta / di là dove impera la morte / il diavolo ha dato una festa / di ballo per tutta la Corte", facendo venir giù qualsiasi teatro dalle risa e dagli applausi per la demolizione del "tragicismo morboso" di un'intera cultura.

Io sono il pallido prence danese
Che parla solo, che veste a nero.
Che si diverte nelle contese,
che per diporto va al cimitero.

Se giuoco a carte fo il solitario
Suono ad orecchio tutta la Jone
Per far qualcosa di ameno e gaio
Col babbo morto fo colazione.

Gustavo Modena, Rossi, Salvini
Stanchi di amare la bionda Ofelia
Forse sul serio o forse per celia
Mi han detto vattene, con Petrolini, dei salamini.

Il gallo canta. Il padre mio ha fatto l'uovo. E' là, mi si presenta sotto le spoglie di un fantasma. Ma di ben so fantesma non hai mai preso qualche equiovoco in tempo di vita tua? Lo so ti fu inoculato il veleno in un orecchio. Ha il cimiero alzato, grida vendetta, sarai vendicato! Sarai vendicato!

Della defunta madre incestuosa,
spesso, fremente, pulso l'avello.
Buongiorno mamma, che fa? Riposa.
Perché la uccisi, prese cappello.

Essere o non essere questo è il problema…e pensare che metà dell'umanità ha passato la vita a studiare queste parole. Essere o non essere…

Ed il problema del prima e poi
Studiiioooo, silente, con ogni cura,
dalla natura venimmo noi.
Niente può farsi contro natura.

Si può essere più afflitti, più lagnosi, più melanconici di Amleto? Poteva essere felice, no! Poteva essere amato, no! Io non ho mai capito che cosa voleva Amleto. Ma che voleva Amleto?

Giuoco a scopone
Il mio compagno spariglia i sette.
Compro le scarpe
Mi vanno strette.

Se qualche volta in festa io ballo
La mia compagna mi pesta un callo.
Monto in vettura
Muore il cavallo.
Vado a Messina
Viene il tremoto.
Se compro un sigaro
Ci trovo un pelo.
Ma si può essere più disgraziati di Amleto?

Ofelia è là, gioire, amare, sognare sì sognare perché l'amore:

L' amore è facile
Non è difficile
Si ha da succedere
Succederà.