Discendo dalla prima nobiltà
Il beniamino io son della città
Mi voglion tutti bene e trovano in me
Dello chic del galante e del bebè!
Per me le donne vanno in frenesia
Si struggono d'amore e fanno pazzie
Sebben io le maltratto e le trascuro
Le donne stanno a dir: Arturo!

Guardate per le feste in società
Io sono atteso e presto o tardi arrivo là
Appena entrato faccio un figurone:
Arturo! E qua e là che confusione!
"Ci regalate, Arturo, una romanza?"
"Ma sì, che diavolo!"
"E dirigete voi serata e danza?"
le donne le maltratto e le torturo
e loro mi stanno a dir: "Arturo
Arturo, vigliacco, leva il dito mi t'inginocchio".

"Ah! Come cantate bene, siete un tesoro!"
le signorine mi van dicendo in coro
e spesso con pensieri maliziosetti
mi danno guardate languide e bacetti.
Sì, bacetti! Sì!

E' inutile, si sa, son fortunato
E posso dunque dir che son beato
Vorrebbero adescarmi, io sempre duro,
le donne stanno a dir: "Arturo, Arturo,
Arturaccio, bricconcelluccio e laccio, sì!"