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Nerone: Sta bene, parlerò al popolo, ma non mi lasciate solo… venitemi a
tergo… (si avvia al podio, ma delle urla improvvise lo fanno retrocedere frettolosamente) Ah, no… il popolo è ignorante… vo' li quatrini… (ripete l'azione e nuovamente retrocede) Ho trovato… il popolo è mio… un nume mi ha dato un lume: Eureka! Eureka! E chi se ne… importa! L'ho in mano… Basta che lo fai divertì il popolo è tuo… (va al podio accolto nuovamente dalle urla, rimane al podio dicendo i numeri della morra) Sette… Tre… Tutta…
Voce (d.d.): Quattro… Otto… Sei… Sei…
Nerone: Stupido… Ignobile plebaja! Così ricompensate i sacrifici fatti per
voi? Ritiratevi, dimostratevi uomini e domani Roma rinascerà più bella e più superba che pria…
Voce: Bravo!
Nerone: Grazie. (rivolgendosi a Egloge e a Poppea) E' piaciuta questa
parola… pria… Il popolo quando sente delle parole difficili si affeziona… Ora gliela ridico… Più bella e più superba che pria.
Voce: Bravo!
Nerone: (sempre più affrettatamente, quasi cercando di sorprendere il
popolo) Più bella e più superba che pria…
Voce: Bravo!
Nerone: Più bella… grazie!
Voce: Bravo!
Nerone: …Zie.
Voce: Bravo!
Nerone (facendo il gesto di dire la parola pria, senza però dirla)
Voce: Bravo!
Nerone: Bravo!
Voce: Grazie!
Nerone: Lo vedi all'urtimo come è il popolo? Quando si abitua a dire che
sei bravo, pure che non fai gnente, sei sempre bravo!
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