Una delle battute più note, nel ruolo classico di "spalla", è quella
di "apertura" pronunciata dal maggiore dei fratelli De Rege: "Vieni avanti, cretino!". E il cretino, il comico veniva avanti. E si avviava un dialogo stralunato, dove l'incertezza comunicativa del comico diveniva sempre più accentuata dall'incalzare logico e razionale della spalla. Nella divisione dei ruoli, normalmente il comico ha sempre rappresentato il soggetto più debole, l'imbranato, incapace nei movimenti, nella gestualità, tardo a capire.

         La spalla ha sempre avuto invece il ruolo opposto. Gli toccava riequilibrare l'anormalità del comico, assorbirne l'astrattezza, razionalizzarne i comportamenti. Ricorrendo molto spesso alla prevaricazione, fisica e psicologica.

         Questo il rapporto intercorrente tra il comico e la spalla.
         Si pensi, tra le tante coppie di comici, a Stanlio e Ollio (Stan Laurel e Oliver Hardy), a Gianni e Pinotto (Lou Costello e Bud Abbot), a Dean Martin e Jerry Lewis.

         Ebbene con Totò il rapporto muta radicalmente. Si rovescia. Il "prevaricatore" è il comico e chi subisce è la spalla. La comicità di Totò non nasce più dal contrasto tra normale e anormale. Totò rende ridicola la realtà. In questo senso la sua comicità è unica, totalmente innovativa. Una comicità aggressiva per stemperare l'insensatezza del reale. Così concepito il rapporto, era difficile fargli da "spalla". E non soltanto per il ribaltamento dei ruoli. Totò era imprevedibile, improvvisava. Fissata una scena, una sequenza, all'atto della realizzazione cambiava tutto, diceva battute diverse da quelle convenute, compiva azioni differenti da quelle stabilite. E alla spalla toccava stargli dietro, assecondarlo, fornirgli l'appoggio necessario per rendere efficaci le sue battute fulminanti. In breve, capirlo al volo.

         E occorrevano allora qualità professionali e istintive da bruciare in un istante; occorreva essere vigili, attenti per impedire che Totò rubasse il "tempo", lo spazio di battuta e confinasse il ruolo di spalla a poco più che una presenza.

         Lavorare con Totò diveniva, per un attore che si rispetti, un occasione esaltante, un momento di confronto, quasi una competizione con se stessi per restare al livello del grande comico napoletano.

         Sarà stata questa la ragione per cui, in circa quaranta dei film girati da Totò, si sono misurati nel ruolo di spalla cinque tra i migliori interpreti dello spettacolo italiano, teatrale e cinematografico, da Peppino De Filippo ad Aldo Fabrizi, da Nino Taranto a Vittorio De Sica, a Macario. Con tutti è stato un confronto, ancor oggi, tutto da gustare poiché ciascuno di loro ha opposto alla comicità aggressiva di Totò la propria personalità d'attore, con risultati diversissimi e doppiamente esilaranti.

         Lo stesso Totò racconta il tipo di rapporto che instaurava con le "malcapitate" spalle: "Molte volte il mio partner non ne può più di avermi accanto, non vede l'ora che la scena finisca per andarsi a riposare. Ma io continuo a non dargli pace: gli sto addosso, lo circondo da ogni lato, lo tocco e lo ritocco.

         In uno sketch di una vecchia rivista, C'era una volta il mondo, la mia spalla, Mario Castellani, finiva per arrabbiarsi sul serio. Qualche sera avevo l'impressione che stesse per picchiarmi. Era la scena del wagon-lit, in cui ero davvero intrattabile. Angariavo in ogni modo il povero Castellani, gli impedivo di dormire, gli gettavo la valigia dalla finestra, gli ripetevo una dopo l'altra, le mie solite frasi di disturbo: "sono un uomo di mondo; ma lei non sa chi sono io; quando c'è la salute; tampoco; a prescindere; eziandio; comunque; appunto, dico…" La stessa cosa è poi capitata con Peppino De Filippo ne La banda degli onesti. Giunsi fino a chiudergli la mano sinistra in una porta. Era furibondo."(Totò) In un ruolo così gravoso si sono alternati, in varia misura, altri ottimi attori, di cui riportiamo un elenco dettagliato, alcuni provenienti dal teatro dialettale napoletano, quali Agostino Salvietti, Enzo Turco, Carlo Croccolo e Pietro De Vico, altri con esperienze consolidate, in teatro e a cinema, quale Luigi Pavese. Inoltre si sono incrociati sui set di Totò attori del calibro di Vittorio Gassman, Marcello Mastroianni, Fernandel, Rascel e tanti altri ancora.

fotostoria