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| Totò nasce sui palcoscenici di Napoli,
nei teatrini che pullulavano nei primi anni del secolo intorno alla ferrovia, dove si faceva una
sorta di commedia dell'arte, di teatro dell'improvvisazione, a canovaccio.
Passa successivamente al variété e alla rivista. Negli anni Trenta, con l'avvento del sonoro, il
cinema diventa lo spettacolo dominante, per cui il teatro leggero, se vuole sopravvivere, si deve
abbinare allo spettacolo cinematografico. Nasce così - un fenomeno tutto italiano -
l'avanspettacolo, di cui Totò diventa ben presto il re.
Alla fine degli anni Trenta, Totò torna alla grande rivista, con testi scritti con
Michele Galdieri e spesso in coppia con Anna Magnani.
Nel 1947, dopo il grande successo del film Fifa e arena, Totò viene fagocitato dal cinema,
per cui concilia teatro e cinema per altri due anni e nel 1949, dopo la rivista Bada che ti
mangio, si dedica esclusivamente al cinema.
Nel 1956, dopo aver interpretato una cinquantina di film, Totò si lascia convincere
dall'impresario Remigio Paone e torna al teatro con la rivista A prescindere di Nelli e Mangini.
Durante una replica, a Palermo, diventa improvvisamente cieco e interrompe le rappresentazioni.
In seguito recupererà la vista soltanto parzialmente e, per il resto della vita, si dedicherà
esclusivamente al cinema.
Dell'attività teatrale di Totò troviamo documentazione in diversi film (in modo programmatico in
Totò a colori, Totò all'inferno, I pompieri di Viggiù) e soprattutto nel programma televisivo
girato poco prima della morte e andato in onda postumo, TuttoTotò.
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