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Il 1°gennaio 1954 nasce la RAI Radiotelevisione Italiana, un nuovo grande palcoscenico dove salgono tutti. Nel 1958 la Televisione tocca l'intero territorio nazionale, con uno sviluppo rapidissimo e un successo enorme, che sembra corrispondere in larga misura ai profondi mutamenti che il Paese sta vivendo. Intere popolazioni si sono progressivamente spostate dal sud al nord, dalla campagna alla città, dalle attività agricole a quelle industriali e terziarie. Di pari passo si assiste ad uno sviluppo dei mezzi per la riproduzione meccanica del suono e delle immagini. Si diffondono rapidamente radio e giradischi, juke-box e transistor, le vendite di dischi raggiungono livelli europei. Cambiano abitudini di vita e modi di pensare e comunicare, che la TV influenza largamente e, nello stesso tempo, fotografa e amplifica. Si accendono entusiasmi collettivi per il Festival di Sanremo, Lascia o raddoppia, il Musichiere e Canzonissima. Nei primi anni la TV si guarda per lo più nelle case del popolo e in parrocchia, nei circoli e nei bar. Ci si riunisce fra parenti ed amici per fare insieme il tifo per una canzone o un personaggio. Si ride insieme per quei matti di Tognazzi e Vianello, che in una girandola di imitazioni, parodie e travestimenti, con la famosa trasmissione Un due tre, conquistano una sempre maggiore popolarità, regalando a pubblici quanto mai diversi una comicità a volte più immediata e sanguigna, ma spesso raffinata e surreale. Un due tre fu un varietà che fece scuola e andò in onda fino al 1959, producendo una quantità enorme di sketches e gags, alcuni indimenticabili, come: il capufficio della Negroni, l'accavallatore, il troncio della Val Clavicola, l'onorevole con difetto di pronuncia, il paziente locomotiva o il pugile suonato… Senza dimenticare i tipi, lombrosiani e non, che i due "ragazzacci" furono capaci di inventare e i loro esilaranti travestimenti da donne: mondina Vianello e mondana Tognazzi, donzelle spagnole, insidiate da un Aroldo Tieri ufficiale, o canterine messicane con Walter Chiari… Il massimo: Tognazzi e Vianello sposi. Naturalmente Ugo è la sposa, con la sua incredibile faccia terragna e padana, che quasi ci commuove sotto il candido velo… mentre mormora il suo sì al gentiluomo biondo e stralunato, suo effettivo compagno di vita artistica! |
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