Ugo Tognazzi nasce a Cremona il 23 marzo 1922. La madre lo avrebbe voluto sacerdote e il padre violinista, ma Ugo non ha molta voglia di studiare, né riesce a vedersi in una vita inquadrata e regolare. Si sente piuttosto "un allegro animale notturno"… anche se confessa di essere stato in fondo un timido, che amava esibirsi davanti ad amici e parenti, ma ne temeva lo sguardo e le false lodi.
Al primo spettacolo cui partecipò, una cosa per bambini a Bergamo, alla sorella Ines fu predetto un grande avvenire, a lui il contrario. Ines ha solo fatto la madre di cinque figli; il fratello, invece…
Gli capita, qualche anno dopo, di recitare nella commedia Il viaggio di Pipino a Carbonara, paese della Folgaria, dove si trova in vacanza con la famiglia. Gli piace, tanto che si trova una piccola parte di generico con una filodrammatica del dopolavoro ferroviario. Interpreta varie commedie di Niccodemi, Cenzato e altri autori.
Per provare si chiude in camera davanti allo specchio, cercando di rifare Dapporto, Macario, Fanfulla. La madre non lo incoraggia: "Sarai bravo, ma vuoi mettere Zacconi?"
Militare in Marina, a La Spezia incontra Lucio Ardenzi - allora cantante - che aveva organizzato per le Forze Armate uno spettacolo integrato da sketches con marinai. Con le sue 70 lire a sera, il provinciale si sentiva quasi Onassis… Ma lo attendeva un impiego come contabile in una fabbrica di salumi, che Ugo rappresentò in una famosa scenetta, in cui sta scrivendo a macchina versi per una donna, che diventano rime di genere alimentare all'apparire del
capufficio:

     La tua bocca è tanto bella
     Salamino e mortadella
     Il tuo sguardo è birichino
     Salamella e cotechino

Fino a che non viene cacciato (vero o falso che sia, è ben detto) con le fatidiche parole: "Ma vada a fare il comico!"
Veramente Ugo avrebbe voluto fare il calciatore e fu come portiere che ebbe i primi applausi convinti della sua vita: lo chiamavano lo Zamora (famoso portiere spagnolo) di Porta Vittoria. Ma una sinovite e complicazioni al menisco determinarono la fine della carriera calcistica.
Così Ugo pensa di andare a Milano dallo zio Marco per partecipare alla serata del dilettante al teatro Puccini. In fondo è bravo a raccontare barzellette, a fare le parodie di personaggi come Totò o Gandusio… infatti, vince.
Che sia una svolta nella vita di questo ragazzo (ha solo ventuno anni), pieno di sogni e voglie, ma pur sempre legato ai colori e sapori della Padania, come lui dice sempre ironico e autoironico, già da allora: "Sono come lo scalogno (cipolla del nord)… e tutte le cose migliori della vita, me compreso, crescono solo in pianura padana…?"
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